M Rivista del Mistero, il mitico trimestrale diretto irresponsabilmente da Andrea G. Pinketts e Andrea Carlo Cappi recensisce, per penna di Enrico Ratto (e poi dicono che la mafia non esiste...) Alla morte si arriva vivi.

Daniele Genova senza la G, a vederlo cosÏ, Ë un bravíuomo. Daniele G Genova, con la sua faccia da ìbravo ragazzoî che affronta ogni curva della vita e del litorale ligure a bordo di uníHarley color avorio con cui finisce periodicamente sotto i paraurti delle automobili provenienti in senso opposto, non ha nulla da invidiare a qualunque scrittore americano in grado di dare un senso consequenziale a tutta una teoria di inseguimenti, botte, donne e quantíaltro. Ma questíuomo, essendo un tipo fragile, specie quando infila sotto i paraurti altrui líHarley coloro avorio, ci mette anche líintrospezione. Díaltra parte quando Daniele Genova non aveva ancora ricevuto la G al merito, scriveva poesie. Un Vate in grado di alzare una sedia sulle teste di due Lagunari e riscattarsi cosÏ da ogni tipo di collegamento subconscio tra lui e le legioni dei poeti da salotto. Líuomo Ë questo, veniamo al libro. ìAlla morte si arriva viviî, complimenti al titolista, Ë ambientato in quel paesino dellíentroterra ligure, in Liguria líentroterra Ë a 4 minuti netti dal mare, definito dagli strateghi del marketing ìil primo borgo telematico e medioevale díEuropaî. Una parola per abitante. Colletta di Castelbianco, non a caso, conta 8 residenti, mentre tutti gli altri sono avventizi inglesi e tedeschi danarosi, rimasti folgorati dalle reti wi-fi con cui Ë stato corredato líetere di questo borgo medioevale interamente ricostruito in pietra e arroccato tra gli uliveti alle spalle di Albenga. Pare che Daniele G. Genova, disinteressato alla tecnologia e a tutto ciÚ che non sia dotato di due cilindri a V, sia rimasto folgorato da una ragazza in piedi dietro il banco dell'unico bar del paese. ìAveva gli occhi fantastici, color verde-uliveto mosso dal vento il 21 di aprile, alle 8 del mattinoî testuali parole, di un galantuomo col passato da poeta. Líuomo senza passato, invece, Ë il protagonista del libro. Sottoposto ad un programma di protezione, questo personaggio Ë ex mafioso senza un nome, per questo ne usa tre diversi a seconda delle esigenze. In genere Ë Vitrand. Líuomo finisce a Colletta di Castelbianco per ordini superiori, e qui si rende immediatamente conto che, forse, in mezzo a soli otto residenti, si sarebbe ritrovato 16 occhi addosso al primo sospiro. Ma sa anche che Ë il passato degli uomini a destare attenzione, e quando un uomo passato non ne ha, o non ne puÚ avere per ordine del Ministero, allora líattenzione degli altri puÚ orientarla verso líaspetto della propria vita che preferisce. ìIl bello del risvegliarsi dal coma, Ë che ogni giorno puoi conoscere persone nuoveî diceva un medico allíavvocato Matthew Hope, che si era preso tre pallottole durante uníindagine. Il bello del non avere passato, Ë che te ne puoi inventare uno ad ogni occasione, sembra dire il mafioso sotto protezione. Il quale tenta di indagare sulle ragioni per cui alla morte, tutta una sfilza di morti ammazzati nei dintorni di Castelbianco, ci sono arrivati vivi. Daniele G Genova, investigatore privato per professione e scrittore per la necessitý di incontrare pupe e galantuomini, con la sua testa rasata e il suo sigaro sempre mezzo spento tra le labbra, sembra davvero essere uscito da un grande poliziesco americano. Dopo esserci entrato dalla porta principale, e a cavallo di uníHarley coloro avorio. Enrico Ratto

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