Ex
Cathedra
DGG non è uno scrittore in una torre d'avorio.
Pur sorvolando sul fatto che DGG è Egli stesso d'avorio, il Vate legge
i giornali, oltre che apparirvi,
e si forma opinioni a volte contrastanti tra loro.
Pertanto:
così come Egli distingue tra scrittori e scriventi, allo stesso modo
tende a distinguere
tra opinionisti e uomini veri.
Ecco le opinioni di un uomo vero.
PER VOSTRO DILETTO,
UN TEMA DELLE ELEMENTARI DATATO 1908! OVVERO:
LA LIGURIA COME NON L'AVRESTE MAI IMMAGINATA.
EBBRAVO L'AMICO TULLIO MAZZOTTI
CHE SI STA FACENDO IL MAZZO PER APRIRE LE VOSTRE TESTOLINE!
EBBRAVI QUEI DUE CHE HANNO FIUTATO L'ESTRO! DGG
Giovedì 17 febbario 2005 Tullio Mazzotti ha buttato nella spazzatura 15
suoi dipinti su legno. La finalità di quella operazione artistica era di
rimarcare la necessità che l'arte sia vissuta con maggiore purezza e le
opere giudicate per il loro valore di contenuto e di estetica. L'arte non
può essere violentata dal mercato e esposta/proposta come feticcio. Porre
i quadri senza nome, nei cassonetti della spazzatura ha posto le persone
a dover fare una scelta anomala. Chi si è trovato davanti quelle opere ha
dovuto giudicare un'opera d'arte solo per il suo valore artistico senza
conoscere il nome dell'artista e con il presupposto che tale opera nulla
valesse in quanto buttata nella spazzatura. Ha dovuto decidere se mandarla
alla discarica o recuperarla. "Sono assolutamente convinto che sia necessario
accorciare la distanza emotiva che lega: artista, opera d?arte, collezionista
- dichiara Tullio Mazzotti - indipendentemente dal linguaggio, dai modi
espressivi, dalle materie utilizzate, nel lavoro dell?artista c?è sempre
un vissuto personale, un?esternizzazione di emozioni, idee, c?è l?ironia,
c?è la rielaborazione della realtà, ci sono scatti in avanti salutari e
necessari alla società. L?Arte non è un qualcosa di superfluo, l?arte ci
è necessaria, l?Arte non si compra sperando di investire denaro per ricavarne
un utile economico, l?opera d?arte deve essere vissuta ancor prima di acquistata.
Anche da parte del pubblico." Su quindici, a oggi, sono due le opere recuperate
e portate all'autore per l'autentica. Un piccolo, forse inutile, ma importante,
contributo per riportare l'Arte nella sua dimensione naturale
La pena di morte è un crimine brutale.
Non ci sono storie, nè attenuanti, tantomeno giustificazioni.
Per come la vedo, la pena capitale è a tutti gli effetti
un delitto volontario premeditato, e perciò un omicidio di I° grado!
Teoricamente, il boia andrebbe processato e sottoposto alla medesima pena,
e così pure coloro che concorrono a quel crimine, almeno per par condicio.
Naturalmente si tratta solo di una provocazione. La vita del boia e dei
suoi accoliti vale esattamente quella del condannato e della vittima.
Ci sono sicuramente molti sistemi per rendere inoffesivo un individuo ,
qualora sia accertata la sua colpevolezza. Sistemi che salvaguardino il
diritto alla vita. Uccidere un uomo che ha ucciso non restituisce la vita
tolta, semplicemente soddisfa il medesimo desiderio di sangue che ha mosso
la mano omicida.
Credo valga la pena di riflettere molto.
E soprattutto domandarsi se un Paese che applica la pena di morte può
davvero considerarsi un Paese civile. Non credo proprio.
Daniele G. Genova > Ex Cathedra